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Associazione di promozione sociale iscritta al registro nazionale (n.141) Sito: www.uaar.it

Presidenti onorari: Laura Balbo, Carlo Flamigni, Margherita Hack, Danilo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi,Pietro Omodeo, Floriano Papi, Valerio Pocar, Sergio Staino

Sede di Napoli: via Naz. Delle Puglie 185 (P.co Platani), 80026 Casoria (NA) – Aperta il giovedì dalle 16 alle 18 o su appuntamento – Tel: 3938198585 – Email: napoli@uaar.it – Sito: http://uaarnapoli.wordpress.com/

 

Napoli,18 gennaio 2011

 

Ai dirigenti scolastici degli Istituti della provincia di Napoli

 

OGGETTO: Informazioni e garanzie sulla scelta delle attività alternative alla religione cattolica

 

Spett.le Dirigente,

 

come stabilito dal Tribunale di Padova con ordinanza n. 1176 del 30 luglio 2010 e in base ad un ricorso curato dall’UAAR, l’attivazione dei corsi alternativi alla religione cattolica costituisce «un obbligo» e la loro mancata attivazione costituisce «un comportamento discriminatorio illegittimo» fonte di responsabilità risarcitoria per l’Istituto scolastico.

 

Per garantire che la scelta delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica avvenga “senza alcuna forma di discriminazione” (legge 25 marzo 1985, n. 121),

 

CHIEDIAMO:

che genitori e/o studenti del suo istituto siano informati tempestivamente sul diritto all’ora alternativa alla religione cattolica e sul diritto di cambiare la scelta in merito alla frequenza dell’insegnamento facoltativo della religione cattolica per l’anno scolastico 2011/2012;

che in fase di iscrizione all’anno scolastico 2011/2012 siano consegnati gli allegati E e F alla circ. MIUR 101 del 30/12/2010;

che in qualità di dirigente scolastico si faccia garante dell’attivazione delle attività alternative, del loro inserimento nel POF e del fatto che la scelta di non frequentare l’insegnamento della religione cattolica non possa dare luogo ad alcuna forma di discriminazione.

 

In vista delle iscrizioni all’anno scolastico 2011/2012 la nostra associazione ha avviato una campagna informativa sul diritto all’ora alternativa.

Inviandole in allegato la cartolina della campagna, promossa all’interno del più ampio “Progetto ora alternativa” ,

le porgiamo i nostri migliori saluti.

 

Calogero Martorana

coordinatore del Circolo UAAR di Napoli

 

2 Risposte

  1. BUS ATEI A LONDRA

    Una campagna pubblicitaria a favore dell’ateismo è stata lanciata a Londra, e con modalità originali. Saranno infatti i famosi bus della capitale inglese, il prossimo gennaio, a ‘promuovere’ l’incredulità. Il messaggio: “There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life” (”Probabilmente non c’è alcun Dio. Ora smettila di preoccuparti e goditi la vita”).
    La campagna ha un costo di 11.000 sterline ed è stata finanziata dalla British Humanist Association, da Richard Dawkins e da 877 sottoscrittori online.

  2. CARO SIG. PAPA
    CONTRO L’ANTICLERICALISMO

    Sig. Papa. Tra le molte cose che ha detto a Pompei il 19 ottobre, Lei ha attaccato l’anticlericalismo. E’ un suo diritto, va bene, però è come se avesse detto alla gente che non si può essere anticlericali, e questo ovviamente, in una nazione libera, non può e non deve essere vero. Se i credenti in genere sono “anti-atei”, alcuni atei e liberi pensatori potranno essere anticlericali, spero!… Proibire o negare questo meccanismo di elementare libertà non è né giusto né equilibrato, e mi meraviglio che una persona attenta come Lei, sig. Papa,
    non abbia ponderato tale asimmetria.
    Veda, sig. Papa, francamente non capisco perché si lamenta che ci sia un anticlericalismo: vorrebbe che non ci fosse? Vorrebbe che seguissimo tutti il pensiero del clero? Vorrebbe l’assenza totale e perenne del “dissenso”? Essere anticlericali in Italia forse per Lei sarà
    un “peccato”, una cosa sconveniente e ingiusta, però non è affatto difficile, non è affatto una forzatura. Direi anzi che sia una necessità, in quanto naturale risposta alle mille e mille manomissioni del libero pensiero che il pensiero clericale attua quotidianamente. L’anticlericalismo è una
    difesa, non è un’offesa. Una Chiesa, come quella millenaria e saggia che Lei incarna, domina e difende, non può “abbassarsi” a dover criticare chi la critica, a essere letteralmente intollerante; anzi, deve capire che operando nel modo che opera, la Sua Chiesa è esposta a
    ogni genere di giudizio e di condanna. Gradisca qualche esempio. Non so se Le pare giusto e buono che la Sua Chiesa debba entrare nel letto delle persone e dire loro se, come e perché esercitare il sesso. Non so se Le pare corretto che i dogmi della Sua Chiesa debbano entrare in ospedale e precettare i medici a non dispensare il levonorgestrel (la “pillola del giorno dopo”) o a non praticare l’aborto
    terapeutico giustificando il proprio servilismo con l’obiezione di coscienza. Non so se è così giusto e “cristiano” lasciar consumare i malati terminali nel dolore atroce pur di imporre l’imbelle principio della sacralità della vita. E non so se Lei, sig. Papa, si renda conto di cosa
    significa vedere i capi e i capetti della Sua Chiesa impegnarsi in continui “comizi” televisivi o su stampa atti a influenzare, dirigere, orientare e determinare la politica e le scelte culturali di questo povero paese. Ma sopra tutto, noi liberi pensatori e finanche anticlericali, non sappiamo capire perché il Suo dio debba essere anche il nostro, debba essere “venduto” a tutto il mondo; un po’ di migliore umiltà,
    Santo Padre! Un po’ di impegno ad accettare la diversità, ad accettare che non siamo e non vogliamo essere tutti “cattolici”

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