Il Circolo UAAR di Napoli è stato sempre in prima linea su almeno due fronti: la battaglia per la laicità e la speculazione filosofica intorno al problema dell’esistenza di una divinità (in particolare, il dio dei monoteisti).
Dimostrare (s’intende, col metodo scientifico) la non esistenza di un dio creatore e onnipotente è stato sempre un impegno destinato al sostanziale fallimento; l’ateo-tipo si è sempre dovuto accontentare di processi logici, spunti filosofici e analisi storiche che l’hanno indotto a “dedurre” l’impossibilità che esista un dio, ma non a pervenire a una certezza di tal tipo.
Questo è successo per secoli… fino ad oggi; anzi, fino a venerdì 27 gennaio 2012. In questa data, infatti, il Circolo di Napoli ha avuto la possibilità di partecipare a un (piuttosto ristretto) convegno sul tema. La cosa era stata organizzata dall’Università di Pryluky (Nord-Est ucraino) e fra gli oratori di spicco di quella università (da Sergej Sevastjan a Lyubava Mariamna) c’è stato il premio nobel Konstantin Novoselov. L’invito al nostro Circolo uaarino è stato motivato sia dall’alto profilo della nostra azione culturale sia dall’esclusività del tema a cui siamo assai contingui. Infatti il tema è stato nientedimeno che la prova scientifica della inesistenza di un dio. La delegazione è stata formata dal coordinatore e da tre attivisti del gruppo.
La relazione è stata tenuta da un’autorità assoluta in questo campo: il fisico serbo Dragan Stefica. Partendo da complesse analisi di meccanica quantistica, Stefica s’è avvalso pure di recentissimi testi pre-cristiani ritrovati in un sito archeologico ucraino non più di tre mesi addietro. A quanto spiegato dal professore, quei testi (battezzati quasi subito dai quotidiani locali “Sbibbia”) rivelano un complotto “mondiale” innescato da un gruppo di teologici vicini al faraone Amenofi IV. Tale complotto si prefisse – riuscendovi pienamente – di indicare, scegliendolo a casaccio, un popolo “eletto” a cui accreditare la rappresentaza del dio monoteista in terra. Politicamente, il gruppo amenofiano era infatti interessato a procurare al politeismo egizio un degno avversario; e quale miglior nemico che non un popolo fermamente convinto dell’esistenza di un solo dio, per creare il giusto vittimismo da spendere poi nell’intera storia del pensiero umano?
Ma il professor Stefica non si è accontentato di questa pur notevole e decisiva novità. Approfondendo studi recenti nella sua disciplina di competenza, egli ha scoperto – ed è stata questa la notizia-bomba del convegno – che alcuni fenomeni di meccanica quantistica (relativi ai cosiddetti “blusoni”) dimostrano che l’intero campo di esistenza delle particelle è guidato da leggi naturali assolutamente descrivibili con le equazioni di Planck. Con eleganti e convincenti derivazioni matematiche, il professore ha dimostrato all’allibito pubblico che non solo un’entità detta “dio” non esiste, ma non può esistere, giacché la nota “legge progressiva spazionovica” – come è stato chiamato il suddetto fenomeno blusonico – impedisce l’esistenza di qualunque entità non materiale e quindi non legata ai concetti di massa ed energia.
Rispetto a questo, il Circolo di Napoli ha avuto – come tutti gli altri convenuti – il permesso di anticipare le strabilianti conclusioni della scoperta, vale a dire che non esiste nessun dio, mentre l’annuncio ufficiale a livello mondiale sarà fatto il 15 febbraio 2012 (data che, come tutti sanno, ricorda la nascita di Emurio Scopovich, il primo pensatore che nel 1600 intuì la possibilità di dimostrare l’inesistenza di un dio) sul palcoscenico della città di Stoccolma.
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Attenzione: tutto quanto scritto qui sopra è solo un cumulo di scemenze, costruite più o meno come furono costruite le asserzioni sull’esistenza di Dio. Chissà che anche in questo caso non ne verrà fuori una Chiesa …Archiviato in : irrazionalità


Quello di fondare una nuova religione e’ un pericolo che di sicuro non correte: siamo nel XXI secolo e nessuno potrà costruire una setta di rintronati che campa su queste cazzate.