E’ appena stata battuta la notizia che al Cern gli scienziati hanno notato che alcuni neutrini superano la velocità della luce. La novità è talmente colossale che impone una prudenza di pari grandezza. Benché l’equipe di scienziati abbia impiegato tre anni di controlli prima di dare la notizia, e benché lo scarto di velocità sia davvero minimo (60 nano secondi), prima di deporre la “c” dell’equazione di Einstein E=mc^2, dobbiamo chiederci – a mio parere – cosa significa per un non credente avere un universo in cui si può superare la velocità di 300 mila km al secondo. Semplicemente, se fosse così, l’universo fisico sarebbe enormemente più interessante, e di conseguenza l’universo metafisico precipiterebbe al minimo storico. Le implicazioni del poter superare la velocità della luce sono così entusiasmanti che non vedo più spazio di manovra per altri “miracoli” inconosciuti. Viaggiare nel tempo, per esempio, sostituisce come possibilità fisica l’illusione di farlo attraverso proprietà astratte; e così dicasi per raggiungere luoghi che adesso noi consideriamo irraggiungibili, oppure per rivoluzionare alcune equazioni della fisica che oggi ci costringono a un universo limitato dalla “barriera” che Einstein teorizzò nel 1905. Ripeto: tutto è ancora troppo fragile, e magari in poche ore arriverà una smentita. Ma se davvero così fosse, il non credente avrebbe da oggi in poi un po’ (tanta) di ragione in più per non credere.
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